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Studio francese: Italia e Francia molto meglio fuori dall’Euro, o sarà disoccupazione di massa


Uno studio di economisti della École des Hautes Études a Parigi – che è il punto di riferimento intellettuale dei funzionari francesi – guidati dal Professor Jacques Sapir, conclude che Francia, Italia e Spagna beneficerebbero ampiamente dall’uscita dall’euro, che ripristinerebbe la loro competitività perduta in anni di depressione economica.


Secondo lo studio, gli squilibri nord-sud dell’Eurozona sono già andati oltre il punto di non ritorno. Tentativi di invertire questa asimmetria con tagli salariali e deflazione in Italia e Francia, comporterebbero – e già lo fanno – una disoccupazione di massa e la perdita di interi comparti industriali. L’attuale strategia di svalutazione interna è controproducente in ogni caso, visto che il rapporto debito-pil, con la recessione, sale più velocemente.

Ovviamente, secondo lo studio del Prof Sapir, i guadagni sarebbero maggiori in caso di uscita concordata e coordinata con controlli sul flusso di capitali, e l’indicazione dei valori di riferimento delle nuove monete. Il modello presuppone che il D-Mark e il Fiorino olandese si apprezzino del 15pc contro il vecchio euro, mentre il Franco e Lira dovrebbero svalutarsi di circa il 20pc.

I guadagni sarebbero invece minori, se l’EMU crollasse in modo disordinato. Questo infliggerebbe una scossa violenta e la deflazione colpirebbe la Germania, ma il risultato sarebbe ancora fortemente positivo per paesi come Italia e Francia.

“Un sacco di politici sono venuti a trovarmi, sia gollisti che socialisti dice Sapir. Sono d’accordo, ma non vogliono uscire allo scoperto pubblicamente. Vogliono che qualcun altro prenda l’iniziativa. Se Marine Le Pen vuole usare il mio lavoro, come base di riferimento per portare la Francia fuori dall’Euro, non ho alcun problema,” ha detto.

Non è il primo, ma uno di una lunga serie di studi che evidenziano come l’uscita dall’euro sarebbe positiva per l’Italia. Eppure, i nostri politici non prendono la cosa in considerazione. Sono asserviti al Progetto. E’ il Progetto a contare, non il benessere del popolo italiano, che può essere sacrificato sull’altare dell’euro da un manipolo di fanatici religiosi.

Perché solo dei fedeli fanatici continuerebbero a tessere le lodi di una moneta che sta distruggendo l’economia del paese. O dei venduti. Quanto vi hanno dato, per svendere la nostra Italia a Bruxelles?

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