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Italia: Paese senza Lavoro, fatto di Fallimenti,Dimissioni e Licenziamenti.E’ questa la ripresa?








L’italia è ormai diventata il paese di licenziamenti, fallimenti e dimissioni!
Altro che fine crisi e ripresa…
Le scelte politiche si stanno dimostrando sempre meno prolifiche… E di questo passo come sarà la nostra ripresa?
Il dibattito in corso sul Jobs Act è sicuramente un’ occasione per il PD di far vedere quel che è in grado di fare.
Ma purtroppo non sembra ci siano grandi aspettative, anzi!
In gioco ci siamo noi…
Il nostro futuro e il futuro dei nostri figli.
E’ necessario porre leggi sensate che abbiano alle spalle decisioni fondate e realistiche..Non solo speranze e promesse. Bisogna davvero voler contrastare la disoccupazione, abbattere la burocrazia ed eliminare la precarietà!
Se questo non accadrà ben presto, ci rimetteranno nuovamente lavoratori ed imprese.
Di sicuro, il discorso su come riformare il mondo del lavoro acquisisce valore solo se incluso in un più ampio scenario di azioni politiche. Con vedute più ampie e solide…Non fondate sui consensi politici e le facciate elettorali…
Ormai siamo un surplus di fallimenti di aziende, licenziamenti a gogò e dimissioni di dirienti corrotti e indagati.
MA NON VI VERGOGNATE DI FAR VEDERE AL MONDO INTERE LA VOSTRA INCOERENZA E INCOMPETENZA?



Giusto per provare a vedere uno spiraglio…

- Primo: occorre una seria politica di sostegno agli investimenti, sia pubblici che privati, sia regionali e statali che europei, creando le condizioni affinché il territorio possa sviluppare poli di attrazione.
- Secondo: bisogna rilanciare la cultura del fare impresa, e dunque facilitare la vita delle imprese, incentivando tra l’altro anche l’autoimprenditorialità, soprattutto per giovani e donne.
- Terzo: il diritto alla reintegra in casi di licenziamento per discriminazione va esercitato sempre per ogni tipologia di contratto o dimensione di impresa. A partire dal rispetto della differenza di genere (mai dimenticare che siamo il Paese delle “dimissioni in bianco”), dell’orientamento sessuale, dell’appartenenza etnica, del credo religioso, della libertà di iscrizione sindacale e di esercitare i diritti sindacali, sono tutti fattori che mai potranno giustificare un licenziamento con la sanzione monetaria. Qui un paese civile e democratico deve prevedere sempre la reintegra nel posto di lavoro, e con onere della prova di non discriminazione a carico del datore di lavoro e non certo da parte del lavoratore.
Certamente, non basterà il Jobs Act, a rilanciare l’occupazione nel nostro paese. Solo rafforzando il legame tra politiche pubbliche, imprese e lavoro, estendendo a tutti gli stessi diritti e semplificando il più possibile la vita di imprese e imprenditori, sarà possibile attrarre investimenti e competere sui mercati. E questo è il vero dato politico rilevante che il Partito Democratico dovrà essere in grado di sostenere con forza, senza contribuire a ulteriori divisioni di cui né la sinistra italiana, né certamente cittadini e cittadine, hanno bisogno.
FONTE: http://www.valeriafedeli.it/per-il-lavoro-investimenti-imprese-diritti-la-nuova-newsletter/

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