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IL FARMACO CHE PROVOCA IL CANCRO? LIBERO IN ITALIA, ILLEGALE IN EUROPA. ECCO DI COSA SI TRATTA

Perché il governo italiano e il ministro Lorenzin non vietano un farmaco per diabetici già illegale in Francia e Germania? Perché le aziende che lo producono sono state multate per nove miliardi di dollari negli Stati Uniti e in Italia è ancora possibile trovare questo principio attivo nelle nostre farmacie?




Stiamo parlando del pioglitazone, elemento utilizzato nella cura dei pazienti affetti da diabete e commercializzato nel mondo dalla giapponeseTakeda Pharmaceutical e dalla statunitense Eli Lilly, all’interno di Actos, un farmaco che da anni provoca effetti collaterali gravissimi, ma di cui in Italia nessuno sembra accorgersi.

A lanciare l’allarme, per ultimo, è il medico Domenico De Felice, che sul Fatto Quotidiano accusa il ministro della Salute del governo Renzi di non aver preso le misure necessarie per prevenire la diffusione di questo farmaco così pericoloso. Eppure le gravi controindicazioni sono note da tempo.

Già nel 2007, l’Agenzia del Farmaco italiana metteva in guardia “sui rischi associati all’assunzione di rosiglitazone e pioglitazone”, farmaci che aumentano la sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina:


“Negli anni successivi alla loro commercializzazione”, si legge sul Bif, Bollettino di informazione sui farmaci, “sono state segnalate nuove reazioni avverse associate all’assunzione di questi farmaci, quali edema maculare con diminuzione della vista, fratture distali e infarto del miocardio per quanto concerne il rosiglitazone, e cancro alla vescica per il pioglitazone. Queste segnalazioni hanno stimolato l’attenzione della comunità scientifica e hanno portato le agenzie regolatorie a rivalutare il rapporto rischio-beneficio di questi farmaci”.

Alla luce di tutte queste ricerche, il medico De Felice già nell’aprile dell’anno scorso ha lanciato un’accusa forte al ministro Lorenzin – ma che potrebbe essere estesa a tutti i suoi predecessori:“Signora Lorenzin vuole ascoltare, informarsi oggi e ritirare dalle farmacie italiane immediatamente un farmaco rischioso che tranquillamente può essere sostituito da altri? Signora Lorenzin lei è a capo di un ministero per curare o per far ammalare i cittadini italiani?”.

Tra l’altro, ricorda lo stesso De Felice, “la Società Italiana di Diabetologia (Sid), sponsorizzata con soldi pubblici dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sin dal lontano 2008 ha praticato in Italia una costosa, inutile e a tutti gli effetti pericolosa sperimentazione clinica multicentrica denominata Tosca, a base soprattutto di Pioglitazone-Actos”. Una sperimentazione che fino ad oggi, secondo i calcoli del medico, sarebbe costata ben 200 milioni di euro.

Cosa aspetta il ministro Lorenzin a prendere provvedimenti? In attesa che si adoperi per trovare alternative sicure, ricordiamo che il diabete si combatte soprattutto attraverso l’alimentazione, con alimenti e frutti che aiutano a prevenirlo.

1 commento:

isval ha detto...

Se a questi Acefali come la Lorenzin li attacchiamo con cose inconsistenti gli diamo punti, meglio toglierglieli i punti.

Quel post è falso 8-|

LA RICERCA

Pioglitazone assolto dal rischio di tumore della vescica

Il farmaco antidiabetico era stato messo sotto scrutinio cinque anni fa.

Ora uno studio su 200 mila pazienti per dieci anni rassicura chi l’ha utilizzato

di Mario Pappagallo

I pazienti con diabete di tipo II, o mellito, che si curano con pioglitazone per tenere sotto controllo la loro malattia non corrono rischi di tumore alla vescica.

Tutto era iniziato cinque anni fa quando i dati di uno studio evidenziavano un lieve aumento del cancro alla vescica nei pazienti che avevano assunto il farmaco per oltre due anni.

Lo studio era stato pubblicato sulla rivista Diabetes Care.

Ma l’analisi di quasi 200 mila pazienti curati con questa molecola per dieci anni hanno dimostrato che non esiste un incremento significativo di carcinoma della vescica.

Lo studio è stato condotto dalla university of Pennsylvania e dal Kaiser Permanente Northern California (KPNC), consorzio privato che eroga assistenza sanitaria a oltre 3 milioni di persone di cui 30mila trattate con pioglitazone.

Il numero dei pazienti e gli anni analizzati azzerano i sospetti.

E le autorità regolatorie dei farmaci (tra cui quella americana, Fda, e quella europea, Ema) hanno confermato il “profilo beneficio-rischio positivo del prodotto”.

Inoltre, tale studio non ha evidenziato alcuna associazione fra il rischio di tumore della vescica e la durata della cura con il farmaco, l’aumento della dose cumulativa o il tempo trascorso dall’inizio della cura.

I dati completi del trial saranno resi noti nei prossimi mesi.

Questi dati spazzano via le preoccupazioni che ha portato alla sospensione del farmaco (in attesa di questo studio) in Francia e che ha determinato l’avvio di azioni legali da miliardi di dollari negli Stati Uniti.

A che cosa serve

Pioglitazone è approvato come agente per il trattamento di pazienti con diabete mellito tipo 2 in oltre 100 paesi in tutto il mondo.

Più di 27.000 soggetti sono stati inclusi negli studi clinici, e globalmente i pazienti-anno di esposizione complessiva dal primo lancio (1999) si stima siano oltre 29 milioni.

Peraltro, è importante tenere compensato il diabete con farmaci efficaci e sicuri.

E anche non costosi.

I danni di un diabete scompensato sono peggiori.

Si è visto di recente che aumenta sì, ma la malattia e non i farmaci, il rischio tumore.

E oggi preoccupa anche per danni all’udito.

C’è infatti una “relazione pericolosa”, troppo spesso sottovalutata, tra diabete e ipoacusia.

La mette in luce il Consensus Paper “Diabete e Udito”, presentato a Milano.

13 novembre 2014 | 18:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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