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I sali d’alluminio nei vaccini causano danni metabolici e neurologici congruenti con Autismo

Una frequente obiezione divulgata spesso dalle holding della comunità $cientifica “pro-vaccinazione”, quando si tratta di correlare causalmente i vaccini all’Autismo, è che non ci sono prove a sostegno di tale affermazione.

Questo punto di vista è assolutamente ridicolo, assurdo e pericoloso, dato il fatto che è disponibile una quantità enorme di prove scientifiche, di dominio pubblico, che suggerisce come alcuni vaccini hanno una particolare idoneità lesiva tale da contribuire allo sviluppo di Autismo.

Pertanto, affermare che non vi è alcuna prova che alcune vaccinazioni contribuiscono allo sviluppo di Autismo rappresenta una palese contraddizione $cientifica.

Quando si tratta del glifosato della Monsanto oppure di altri pesticidi comunemente utilizzati, così come altre tossine ambientali, la scienza collega questi insulti alle possibili cause di Autismo [e di molte altre malattie come l’Alzheimer e il cancro] in modo inconfutabile, ma è vietato parlare di vaccini.

Tuttavia, abbiamo anche le recenti dichiarazioni rilasciate da scienziati che hanno una lunga carriera a contatto con i produttori di vaccini, le aziende farmaceutiche e le organizzazioni sanitarie come il CDC. Oppure, abbiamo anche dichiarazioni ufficiali, che più ufficiali non si può, di documenti riservati delle aziende produttrici. Ed ancora, abbiamo documenti che rivelano reiterate frodi scientifiche e la sistematica manipolazione dei dati, quando si tratta di riportare effetti negativi delle vaccinazioni.

Molti cattivi esempi del “business” del settore alimentare stanno facendosi strada nell’opinione pubblica, soprattutto quando si tratta del ruolo dei pesticidi, e degli OGM, per quanto riguarda il loro legame con varie malattie. Uno dei tanti esempi è rappresentato da uno studio pubblicato in merito a due prodotti Monsanto, uno in merito al mais geneticamente modificato [GM] e un altro in merito all’erbicida Roundup, che sono stati correlati al cancro, a danni renali ed epatici, e a danni ormonali. La rivista che ha pubblicato lo studio ha provveduto a nominare un ex collaboratore Monsanto per decidere quali documenti pubblicare sugli alimenti geneticamente modificati. Così, lo studio è stato prima ritirato e poi successivamente ripubblicato in un’altra rivista.
Una cosa che ormai abbiamo compreso tutti è che lo sviluppo di Autismo va ben oltre la fantasiosa e profumata ipotesi genetica.

Infatti, mentre i collusi alle industrie del farmaco vanno controcorrente, la ricerca suggerisce che i vaccini e il glifosato possono svolgere un ruolo determinante nell’Autismo; il messaggio proviene sempre più forte da numerose riviste scientifiche peer-reviewed e altrettante numerose ricerche indipendenti condotte famosi scienziati in tutto il mondo.

Uno di questi scienziati è la Dottoressa Stephanie Seneff ….. e questo articolo si concentreràprincipalmente sulle sue opinioni in materia di correlazione tra i vaccini contenenti alluminio e Autismo.

La Dottoressa Stephanie Seneff è un’autorevole Scienziata presso il MIT Computer Science e ArtificialIntelligence Laboratory. Negli ultimi anni la sua attività di ricerca si è concentrata in particolare sulla Biologia, la nutrizione e la salute. Negli ultimi tre anni ha pubblicato più di una dozzina di lavori scientifici in più riviste mediche e di salute che trattano molte malattie moderne come l’Alzheimer e l’Autismo.
Vaccini e Autismo

Nel solo Nord America vengono somministrate milioni di dosi di vaccini ai bambini ogni anno. Vari prodotti chimici vengono aggiunti ai vaccini, sotto forma di adiuvanti, e la presenza di questi additivi chimici è responsabile di numerose polemiche all’interno della comunità scientifica. Una sostanza comune nei vaccini è l’alluminio.

Orbene, un articolo pubblicato dalla Dottoressa Seneff nel 2012 sostiene che gravi reazioni avverse ai prodotti chimici [come l’alluminio] presenti all’interno vaccini possono essere associate a condizioni di pericolo di vita, danni cardiaci e cerebrali. Il documento sostiene poi che esiste una correlazione tra Autismo e le reazioni avverse acute alle vaccinazioni. La Dottoressa Seneff non sostiene direttamente che i vaccini causano l’Autismo; lei sostiene semplicemente che i bambini possono essere vulnerabili a una reazione acuta di un vaccino adiuvato con alluminio, che può causare un grave danno neuronale.

Lo studio sottolinea anche come l’Autismo è associato a livelli elevati di nitrati nel sangue, e che l’alluminio gioca un ruolo nella produzione di nitrato in eccesso. Inoltre, lo studio mostra come alti livelli anormali di alluminio sono stati trovati nel mineralogramma di ben oltre la metà dei 34 bambini autistici che sono stati analizzati. Un altro fattore importante della ricerca è che l’Autismo è associato ad un’anormale funzione immunitaria, e questa condizione è aggravata dalla presenza di adiuvanti di alluminio nei vaccini.

In sintesi, il documento sostiene che l’Autismo si sviluppa come il risultato di una carenza nella fornitura di colesterolo solfato per stabilizzare il sistema di sospensione colloidale del sangue. La fornitura di colesterolo solfato è mantenuta dai livelli di nitrati che agiscono nell’epidermide, nell’endotelio, e nelle cellule del sangue in sospensione, e che richiede substrati di colesterolo e zolfo, così come la luce solare, per fornire l’energia di attivazione necessaria alla reazione. I vaccini entrano in gioco, perché:


I vaccini contenenti alluminio sono problematici, non solo perché l’alluminio attiva l’enzima eNOS [sintasi endoteliale dell’ossido nitrico] ma anche perché alluminio può indurre necrosi dei tessuti nel sito di vaccinazione, emulando il processo di danno tissutale alla placenta in pre-eclampsia. In entrambi i casi, il rilascio di DNA mitocondriale nel sangue può scatenare una reazione autoimmune acuta.

Lo studio ha concluso che:


Abbiamo proposto in questo lavoro una nuova ipotesi per la patologia di base correlata all’Autismo, e alle reazioni avverse estreme ai vaccini. Consigliamo anche l’eliminazione dell’alluminio come adiuvante nei vaccini.

Un altro studio pubblicato precedentemente sulla rivista Current Medicinal Chemistry aveva già sottolineato i problemi di sicurezza:


“L’alluminio è una neurotossina sperimentalmente dimostrata e l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini. Nonostante i quasi 90 anni di uso diffuso degli adiuvanti in alluminio, la comprensione medica e della scienza medica in merito al meccanismo di azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una notevole scarsità di dati al riguardo della tossicologia e farmacocinetica di questi composti. Nonostante questo, la nozione che l’alluminio nei vaccini è sicuro sembra essere ampiamente accettata. La ricerca sperimentale, tuttavia, dimostra chiaramente che gli adiuvanti con alluminio inducono gravi disturbi immunologici negli esseri umani. In particolare, l’alluminio sotto forma di adiuvante comporta un rischio di reazioni autoimmunitarie, infiammazione cerebrale a lungo termine e relative complicazioni neurologiche, e possono avere profonde e diffuse conseguenze negative sulla salute. A nostro parere, la possibilità che il beneficio del vaccino è stato sopravvalutato e il rischio di potenziali effetti negativi sottovalutato, non è stata valutata rigorosamente dalla comunità medica e scientifica”.

Successivamente, ancora un altro studio pubblicato sulla rivista Journal of Inorganic Biochemistry ha sollevato il tema della correlazione tra autismo e vaccinazioni, concentrandosi sul ruolo cruciale degli adiuvanti in alluminio come agenti neurotossici.

Vale veramente la pena leggere l’abstract dello studio, in quanto non sarà mai possibile ritrovare queste informazioni in alcun quotidiano, rivista, programma televisivo nazionale, né tantomeno sono conosciute da alcuni demenziali CTU:


I Disturbi dello Spettro Autistico [DSA] sono gravi malattie mulsistemiche dello sviluppo e rivestono un’urgente preoccupazione nella salute pubblica. Disfunzioni del sistema immunitario e disfunzioni cerebrali sono alla base delle carenze determinate nei DSA. L’alluminio, adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini, è una dimostrata tossina neurotossica e forte stimolatore immunitario. Quindi,l’alluminio ha le potenzialità per indurre disturbi neuroimmunitari. Nel valutare il grado di tossicità nei bambini, devono essere considerati alcuni punti chiave:
i bambini non dovrebbero essere mai considerati come “piccoli adulti”, in quanto la loro particolare ed unica fisiologia li rende vulnerabili agli insulti tossici;
se la sola esposizione all’alluminio con pochi vaccini può portare alla compromissione cognitiva e immunitaria negli adulti, è irragionevole non domandarsi se i programmi vaccinali dell’infanzia [spesso contenenti 18 vaccini con vari adiuvanti] sono davvero sicuri;

Applicando i criteri di Hill per stabilire la causalità tra l’esposizione e l’esito, abbiamo valutato se l’esposizione all’alluminio dei vaccini può contribuire all’aumento della prevalenza dei DSA nel mondo occidentale. I nostri risultati dimostrano che:
i bambini provenienti dai paesi con la più alta prevalenza di DSA hanno una maggiore esposizione ai vaccini contenenti alluminio;
l’aumento dell’esposizione agli adiuvanti con Alluminio è correlata con l’aumento della prevalenza di DSA osservata negli ultimi decenni negli Stati Uniti,
esiste una correlazione significativa tra la quantità di Alluminio somministrata in età pre-scolare e la prevalenza attuale di DSA in sette paesi occidentali, in particolare a 3-4 mesi d’età
l’applicazione dei criteri di Hill per questi dati indica che la correlazione tra l’Alluminio dei vaccini e i DSA può essere causale;
poichè i bambini rappresentano una frazione della popolazione più a rischio di esposizione all’Alluminio, una valutazione più rigorosa della sicurezza degli adiuvanti in Alluminio è giustificata.

Il Professor Christopher Shaw e la Dottoressa Lucija Tomljenovic mostrano anche che più i bambini ricevono i vaccini con adiuvanti in alluminio, maggiore è la loro probabilità è di sviluppare Autismo, malattie autoimmuni e problemi neurologici nell’arco della vita. Una neurotossina dimostrata come l’alluminio è l’adiuvante unico approvato negli Stati Uniti. Il suo utilizzo presenta un elevato rischio di infiammazione cerebrale, autoimmunità e altre conseguenze negative sulla salute.

Tra l’altro, tanto per curiosità, è noto che l’alluminio si accumula nel tessuto cerebrale e questo accumulo è associato a malattie neurologiche come l’Alzheimer, il Parkinson e la Sindrome della Guerra del Golfo.

La ricerca sperimentale mostra chiaramente che gli adiuvanti in alluminio hanno un potenziale lesivo in grado di indurre gravi disturbi immunologici nell’uomo. In particolare, l’Alluminio in forma di adiuvante comporta un rischio per autoimmunità, infiammazione del cervello a lungo termine e relative complicanze neurologiche, e può quindi avere conseguenze negative profonde e diffuse per la salute.

Anche uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics ha rilevato che:


l’alluminio è ora implicato per interferire con una varietà di processi cellulari e metabolici nel sistema nervoso e in altri tessuti.
Il ruolo della ghiandola pineale nei danni neurologici a seguito dei vaccini adiuvati con alluminio

Ancor più recentemente, la Dottoressa Seneff ha presentato una ricerca scientifica presso il Terzo Simposio Internazionale sui vaccini a marzo 2014. Questo simposio faceva parte del 9 ° Congresso Internazionale sulla Autoimmunità. La Dottoressa Seneff è stata invita dal Children’s Medical Safety Research Institute[CMSRI] per discutere gli effetti negativi sulla salute degli adiuvanti in alluminio e dei vaccini adiuvati con alluminio.

La Dottoressa Seneff ritiene che i casi di malattie neurologiche cerebrali sono il risultato di un insufficiente apporto di solfato al cervello. Lei sostiene che la carenza sistematica di solfato sistematica


….. può essere il fattore più importante in molti dei problemi di salute che abbiamo di fronte oggi.

Una delle conseguenze derivanti dalla carenza sistematica di solfato nel cervello è l’alterata capacità del cervello di eliminare i metalli pesanti e altre tossine. A peggiorare le cose, gli stessi metalli tossici interferiscono anche con la sintesi di solfato. Il risultato netto può essere un accumulo di detriti cellulari.

Alcuni studi interessanti sono stati fatti in merito all’eparan-solfato, che svolge anche un ruolo chiave nello sviluppo del cervello del feto, e di protezione contro i radicali liberi dannosi. Quando si tratta di Autismo e deficit di solfato, la prova intrigante di ciò che accade quando è carente l’eparan-solfato viene da entrambi gli studi umani e murini condotti nel campo dell’Autismo.

In uno studio, i piccoli topolini con alterazioni della sintesi di eparan-solfato nel cervello hanno manifestato tutte le caratteristiche classiche dell’Autismo, tra cui deficit sociocomunicativi e stereotipie (la sperimentazione animale è crudele, inutile e non serve più. Esistono metodi alternativi che ora possono essere utilizzati dai ricercatori per fare i loro test – ndr). Un altro studio pubblicato sulJournal Behavioural Brain Research ha trovato questo tipo di carenza nella zona ventricolare secondaria dei ventricoli laterali di persone autistiche. Gli autori hanno concluso che questo “può rappresentare un biomarker per l’Autismo, potenzialmente coinvolto nella eziologia della malattia“.

La Dottoressa Seneff suggerisce che la melatonina è un fattore chiave nella consegna di solfato al cervello. L’esposizione alla luce solare aiuta la ghiandola pineale a costruire forniture di solfato, di giorno in giorno, e riporlo in molecole di eparan-solfato. Quando giunge la sera, la ghiandola pineale produce melatonina e la trasporta come melatonina solfato a diverse parti del cervello. Il significato è che esiste un’associazione tra Autismo e deplezione di eparan-solfato nei ventricoli laterali e nel terzo ventricolo; e la punta del terzo ventricolo è situata all’interno della ghiandola pineale. Quando tutto funziona come dovrebbe funzionare, la ghiandola pineale trasporta solfato al terzo ventricolo e alle altre parti del cervello. Ma quando il cervello è carico di sostanze chimiche tossiche, come l’alluminio, avviene un impedimento che ostacola questo processo.

Inoltre, la melatonina non trasporta solamente solfato, ma è anche un potente ed eccezionale antiossidante che lega i metalli tossici e contribuisce al loro smaltimento dalle cellule. Ecco perché non siamo affatto sorpresi che una riduzione del valore di melatonina è implicato nell’insorgenza di Autismo.

Invece, per quanto riguarda l’alluminio è un fatto ben noto che gioca un ruolo in varie malattie neurologiche e può disturbare la capacità della ghiandola pineale di produrre solfato; ciò significa che il cervello non può ripulirsi dai metalli pesanti e va incontro ad accumulo. La ghiandola pineale è particolarmente suscettibile all’alluminio e agli altri metalli pesanti perché non è protetta dalla barriera emato-encefalica e ha un tasso di perfusione sanguigna molto alta. La vulnerabilità della ghiandola pineale all’alluminio è illustrata in undocumento del 1996 che mostra come le concentrazioni di alluminio nella ghiandola pineale sono state “costantemente osservate” in misura “nettamente superiore“, che in altri tessuti, nei tessuti cerebrali esaminati [pituitaria, corteccia, e cervelletto]

Al contrario dei CTU collusi alle industrie del farmaco, gli scienziati stanno prendendo atto del fatto che viviamo in un momento in cui si sta verificando un’elevata esposizione all’alluminio attraverso la pratica vaccinale, molto più di altri canali. Inoltre, anche se molti esperti vorrebbero farci credere che la questione della sicurezza dei vaccini è andata crescendo con le flebili raccomandazioni per ridurre l’utilizzo del thimerosal, la Dottoressa Seneff ha notato che il thimerosal è ancora molto rilevante come abbiamo già denunciato più volte da queste pagine.

In sintesi, la Dottoressa Seneff punta il dito sul fatto che molte malattie neurologiche del cervello hanno un’origine comune, che comprende una quantità insufficiente di solfato al cervello. Inoltre, l’esposizione maggiore ai metalli tossici [in alluminio] danneggia il cervello e la sua capacità di disintossicarsi ed eliminarli. Come risultato, questi metalli tossici interferiscono con la sintesi solfato, creano una deficienza di eparan-solfato che a sua volta conduce all’Autismo [come descritto e rilevato con gli studi succitati].

Vorremmo anche ricordare che l’Autismo è composto da un grande spettro. Alcuni dei disturbi associati alla diagnosi potrebbero non essere affatto dei “disturbi“, ma i regali acquisiti da una demenziale pratica vaccinale. D’altra parte, le caratteristiche che si vedono in alcuni bambini autistici sono la causa dell’avvelenamento da varie tossine presenti nei vaccini, soprattutto nei bambini che hanno un patrimonio immunitario che li rende più sensibili e vulnerabili a queste sostanze chimiche.

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