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Il paese affonda e loro...parlano, parlano...

I
Insulti in rete, attacchi sui media e polemiche, polemiche, polemiche. Una politica da sala da biliardo, da “Repubblica delle Banane”. Sembra che nessuno si renda conto che non si può più aspettare per iniziare a discutere di temi ormai vitali e lo si deve fare a prescindere da chi o quando formerà un Governo. Il dibattito deve essere centrato sui temi economici e politici caldi, dalla disoccupazione dilagante alla mini depressione economica, fino alla legge elettorale.
Si ha sempre l’impressione che il Paese sia ancora in campagna elettorale, la stessa di sempre: molto fumo e pochissimo arrosto. Intanto il tempo passa, il pallottoliere del debito sale, siamo ormai quasi arrivati a 2.050 miliardi, ed il Fiscal Compact è sempre lì, nella nostra Costituzione, senza che la maggior parte dei cittadini si renda conto di ciò che significa per il loro presente e il loro futuro, e soprattutto senza che nessuno si senta in dovere di spiegarglielo. Tra un paio di mesi si dovranno fare i tagli ed a quel punto tutti questi personaggi che oggi osanniamo o vituperiamo che faranno? Esattamente quello che hanno fatto gli altri prima: si piegheranno ai voleri di Bruxelles. Tra tutti i partiti che si stanno contendendo il Governo dell'Italia, nessuno ha un programma economico reale e ben sviluppato, nessuno ne parla, perché la ragione che prevale non è salvare il Paese ma non perdere voti. Abbiamo 2050 miliardi di debito, il fiscal compact, il pareggio di bilancio, lo spending review, la legge Salva Stati che ci costringe a pagare più di quanto ci dà, un dato allarmante sulla povertà e nessuno sta proponendo soluzioni. È necessario un intervento immediato sull'economia, piuttosto che la riduzione del 50% dello stipendio del Presidente del Senato. Il paese ha bisogno di un nuovo paradigma, cambiare la composizione del Parlamento è importantissimo, dobbiamo mandare tutte queste sanguisughe a casa. ma è anche importante, nel frattempo, iniziare a lavorare ai progetti di politica economica, politica industriale, monetaria, relazioni con l’UE e così via . Non ci servono i tecnici ma uomini e donne con una mente abbastanza libera e coraggiosa da essere capaci di ‘vedere’ una strada alternativa, possibile e realista per portare il Paese in salvo da questa palude, e capaci di lavorare insieme per tracciare la mappa dettagliata di quella strada. Una mappa di decisioni che riportino l’economia al servizio del benessere invece che della finanza, di progetti che valorizzino il patrimonio unico del nostro Paese a favore della collettività, che in parte l’ha ereditato ma anche in buona parte costruito con le proprie tasche, e non dei pochi che stanno sbavando per accaparrarselo. Costoro debbono mettersi in ascolto con gli imprenditori che perdono le imprese, ma anche con quelli che incredibilmente le hanno salvate mettendosi in rete con altre imprese, coi lavoratori che perdono il lavoro, coi giovani laureati che non lo trovano. Noi dobbiamo avere una visione d’insieme della nostra economia e di quella europea e su quella base sviluppare un nuovo modello economico da proporre a tutta la periferia altrimenti finiremo come la Grecia o Cipro, senza alcun potere contrattuale . Spegnete le TV quando si parla di propaganda, e cioè quasi sempre. Esigete un dibattito ad alto livello! - democrazia vendesi

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